GIORNATA DI ALEKSANDR SUVOROV - LOMELLO 22 MAGGIO 2011

PROGRAMMA: CHIESA-ORATORIO SAN ROCCO ORE 10.30 : INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA “1799 I RUSSI A LOMELLO”. CASTELLO CRIVELLI ORE 11.00: INAUGURAZIONE DEL BUSTO E DELLA TARGA COMMEMORATIVA DI SUVOROV; PARATA DEL GRUPPO MUSICISTI DELLA SCUOLA MILITARE “SUVOROV” DI MOSCA; PARTENZA DEL GRUPPO CICLISTICO; INAUGURAZIONE MOSTA FOTOGRAFICA “DOVE NASCE IL FIUME VOLGA”.

Aleksandr Vasil'evič Suvorov in russo: Александр Васильевич Суворов, a volte erroneamente traslitterato dal cirillico come Suvarov o Suvarof o Suworow (Mosca, 24 novembre 1729San Pietroburgo, 18 maggio 1800) è stato un militare russo. Conte di Suvorov di Rymnik, Principe d'Italia, fu un famoso generalissimo, l'ultimo nella storia del suo Paese (escludendo Stalin). È tuttora considerato uno fra i più grandi strateghi dei tempi moderni.

 La sua vita

Figlio unico di Vasilij Ivanovič Suvorov ed appartenente ad una nobile famiglia originaria di Novgorod, il 3 novembre 1742 Aleksandr Vasil'evič Suvorov entrò a far parte del Reggimento della Guardia Semënovskij. Fino al momento del suo ingresso nella vita militare attiva col grado di caporale il 12 gennaio 1748, i suoi compiti erano consistiti unicamente nel perfezionare la sua formazione scolastica. Nel 1749 il reggimento, fino ad allora stanziato a San Pietroburgo, venne spostato a Mosca, dove Suvorov divenne cadetto dell'accademia militare. Coloro che vi si diplomavano, anche se fino a quel momento non avevano ancora partecipato ad una vita militare attiva, potevano guadagnarsi due gradi militari che permettevano di accedere sia ad una carriera militare che civile. L'anno 1751 gli valse il grado di Aiutante presso il maggior generale N.F. Sokovnin. Fra marzo ed ottobre seguì quest'ultimo in missione diplomatica a Dresda e a Vienna. Nel 1755 egli fu impegnato per la prima volta in un altro reggimento: il Reggimento di fanteria Ingermanlandiano.

Combatté contro i prussiani nella Guerra dei sette anni (1756 - 1763). Distintosi in battaglia, divenne colonnello nel 1762.

In seguito Suvorov combatté in Polonia e prese Cracovia (1768), preparando la strada alla prima spartizione della Polonia e raggiungendo il grado di maggior generale. Nella guerra contro l'Impero Ottomano tra il 1773 e il 1774, soprattutto con la battaglia di Kozluca (Turchia), il generale iniziò a consolidare la propria reputazione.

Nel 1775 ricevette l'incarico di sopprimere la ribellione di Pugačëv, ma arrivò sulla scena in ritardo, quando il leader ribelle era già stato tradito dai suoi cosacchi. Lo interrogò e lo condusse a Mosca dove venne decapitato.

 La frusta di polacchi e turchi

Dal 1777 al 1783, Suvorov servì in Crimea e nel Caucaso, divenendo tenente-generale nel 1780, e generale di fanteria nel 1783, alla conclusione della campagna. Dal 1787 al 1791 lottò nuovamente contro i turchi durante la guerra russo-turca del 17871792 ed ottenne numerose vittorie; fu ferito due volte nel Kinburn (1787), prese parte all'assedio di Ochakov e nel 1788 ottenne due grandi vittorie a Focsani e sul fiume Rymnik.

In entrambe le battaglie fu affiancato da un Corpo d'armata austriaco sotto il comando del principe Federico Giosia di Sassonia-Coburgo-Saalfeld; nella battaglia di Rymnik (Râmnicu Sărat, Romania), Suvorov comandava l'intera forza alleata. Dopo l'ultima vittoria, Caterina II, la Grande, fece ottenere a Suvorov il titolo di conte del Sacro Romano Impero. Il 22 dicembre 1790, Suvorov attaccò l'impenetrabile fortezza di Ismail, in Bessarabia. Le forze turche avevano ordini di mantenere la posizione fino alla fine e declinarono, in forma arrogante, l'ultimatum russo. La sconfitta significò una catastrofe per l'Impero Ottomano mentre in Russia la vittoria fu glorificata nel suo primo inno nazionale, "Suonano i tuoni della Vittoria"

Immediatamente dopo la firma della pace coi turchi, Suvorov fu trasferito nuovamente in Polonia, dove assunse il comando di uno dei corpi d'armata che presero parte alla Battaglia di Maciejowice, nella quale catturarono il comandante in capo polacco Tadeusz Kościuszko. Il 4 novembre 1794, le forze di Suvorov attaccarono Varsavia ed occuparono uno dei suoi sobborghi denominato Praga. L'uccisione di molti civili, in quello che fu definito il "Massacro di Praga", frantumò il morale dei difensori e mise rapidamente fine all'insurrezione di Kosciuszko. Il famoso Maresciallo di Campo rimase in Polonia fino al 1795, quando ritornò a San Pietroburgo. Ma la sua sovrana ed amica Caterina morì nel 1796 ed il suo successore Paolo I lo licenziò, facendolo cadere in disgrazia.

Suvorov visse allora alcuni anni ritirato nella sua proprietà di Konchanskoe, vicino a Novgorod. Criticava le nuove tattiche militari e le uniformi introdotte dall'imperatore ed alcune delle sue frasi più caustiche giunsero all'orecchio dello Zar. La sua condotta cominciò ad essere vigilata come la sua corrispondenza con la moglie, che rimaneva a Mosca poiché le loro relazioni matrimoniali non erano buone.

 La campagna italiana

Dopo aver aderito alla seconda coalizione e promesso un forte contingente militare, lo Zar Paolo I aveva convocato il vecchio generale per affidargli il comando. La scelta era stata favorita dalla pressante richiesta degli alleati di avere Suvorov quale comandante delle forze austro-russe nella campagna d'Italia. Nel febbraio del 1799, lo Zar reintegrò Suvorov nei ranghi dell'esercito e insignito della Gran Croce dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Il 14 aprile, Suvorov raggiunse Montebello, dove le forze della coalizione avevano il loro quartier generale, e assunse il comando delle operazioni contro gli eserciti rivoluzionari francesi in Italia.

La prima preoccupazione di Suronov fu di saggiare gli umori del popolo lombardo, cui indirizzò in celebre "Proclama agli Italiani", facendo leva sul valori religiosi e della proprietà privata e promettendo il più crudo trattamento nei confronti di coloro che intendessero allearsi ai francesi.

 

« ... "Ma riflettete: se mai si trovassero in mezzo di voi degli uomini tanto perfidi che brandiscono le armi contro il nostro Augusto Sovrano, o favoriscono in qualche modo le astute manovre della Repubblica francese, se mai, io dico, si trovassero persone di tal sorte, sul momento, senza alcun riguardo per il loro stato, nascita, impiego, condizione, saranno fucilati; ed inoltre le loro famiglie perseguitate ed annientate, le loro case rase e confiscati i beni." ... »

 

(dal Proclama agli Italiani del generale Suvorov - 14 marzo 1799)

In poche settimane, Suvorov riuscì a reclutare 10.000 volontari veneti, tra le popolazioni scontente ed impaurite dalle ruberie messe in atto dal lacero e affamato esercito francese.

La campagna cominciò con una serie di vittorie di Suvorov, a Cassano d'Adda, sulla Trebbia[3], Novi, nelle quali inflisse serie perdite all'esercito francese comandato dal generale Joubert (che morì in principio di scontro) e poi da Moreau costringendo i francesi alla ritirata generale delle forze presenti in Italia. In seguito a queste vittorie Suvorov ottenne il rango di Principe della Casa di Savoia dal re di Sardegna.

Nell’aprile 1799 sconfitti i francesi Sull’Adda e liberata Milano raggiungeva Pavia il 7 maggio e penetrato in Lomellina il giorno successivo   dopo una scaramuccia nei pressi di Dorno entrava in Lomello dove prendeva alloggio in castello e  lanciava il seguente  proclama, redatto in francese, ai popoli del Piemonte:

 

La victorieuse armée austro-russe vient secourir votre legitime souverein. Elle vout faire triompher la sainte Religion, detruire l’immoralité introduite par les Francais. Brave Piemontais, si votre  fidelité est toujour la méme envers l’illustre Maison de Savoie, il faut lever l’etandard et rejoindre la valoreuse armeée que je commande

 

Proclama che ebbe vasta eco in lomellina e nel Piemonte :Il mattino successivo proseguiva per Voghera attraverso in ponte di barche  tra Balossa bigli e Cornale. A Lomello rimaneva una di divisione russa e un centro di concentramento dei carriaggi che facevano da supporto logistico ai reparti dell’armata rimasta sulla riva sinistra del Po. Il Principe Bagration e l’Arciduca Constantin   Romanov lo seguirono ma nei giorni successivi fecero più volte la spola tra le due rive e sicuramente l’Arciduca rientrò a Lomello da dove guidò verso il Po una parte delle truppe  che tentarono lo sfondamento delle linee francesi nella sanguinosa battaglia di Bassignana e ancora nel castello di Lomello Suvorov raggiunse il Romanov  fortunosamente salvatosi dal disastroso riattraversamento del Po sull’isola di Mugarone davanti a Bassignana. In seguito Lomello fu la base logistica da cui le truppe russe puntarono alla liberazione di Torino lasciando a sud Alessandria ancora in mano ai francesi attraversando il Sesia in direzione di Casale Monferrato e puntando poi verso Asti.

In poche settimane, Suvorov riuscì a reclutare 10.000 volontari veneti, tra le popolazioni scontente ed impaurite dalle ruberie messe in atto dal lacero e affamato esercito francese.

La campagna cominciò con una serie di vittorie di Suvorov, a Cassano d'Adda, sulla Trebbia[3], Novi, nelle quali inflisse serie perdite all'esercito francese comandato dal generale Joubert (che morì in principio di scontro) e poi da Moreau costringendo i francesi alla ritirata generale delle forze presenti in Italia. In seguito a queste vittorie Suvorov ottenne il rango di Principe della Casa di Savoia dal re di Sardegna.

Nell’aprile 1799 sconfitti i francesi Sull’Adda e liberata Milano raggiungeva Pavia il 7 maggio e penetrato in Lomellina il giorno successivo   dopo una scaramuccia nei pressi di Dorno entrava in Lomello dove prendeva alloggio in castello e  lanciava il seguente  proclama, redatto in francese, ai popoli del Piemonte:

 

La campagna cominciò con una serie di vittorie di Suvorov, a Cassano d'Adda, sulla Trebbia[3], Novi, nelle quali inflisse serie perdite all'esercito francese comandato dal generale Joubert (che morì in principio di scontro) e poi da Moreau costringendo i francesi alla ritirata generale delle forze presenti in Italia. In seguito a queste vittorie Suvorov ottenne il rango di Principe della Casa di Savoia dal re di Sardegna.

Nell’aprile 1799 sconfitti i francesi Sull’Adda e liberata Milano raggiungeva Pavia il 7 maggio e penetrato in Lomellina il giorno successivo   dopo una scaramuccia nei pressi di Dorno entrava in Lomello dove prendeva alloggio in castello e  lanciava il seguente  proclama, redatto in francese, ai popoli del Piemonte:

 

 La campagna italiana

Dopo aver aderito alla seconda coalizione e promesso un forte contingente militare, lo Zar Paolo I aveva convocato il vecchio generale per affidargli il comando. La scelta era stata favorita dalla pressante richiesta degli alleati di avere Suvorov quale comandante delle forze austro-russe nella campagna d'Italia. Nel febbraio del 1799, lo Zar reintegrò Suvorov nei ranghi dell'esercito e insignito della Gran Croce dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Il 14 aprile, Suvorov raggiunse Montebello, dove le forze della coalizione avevano il loro quartier generale, e assunse il comando delle operazioni contro gli eserciti rivoluzionari francesi in Italia.

La prima preoccupazione di Suronov fu di saggiare gli umori del popolo lombardo, cui indirizzò in celebre "Proclama agli Italiani", facendo leva sul valori religiosi e della proprietà privata e promettendo il più crudo trattamento nei confronti di coloro che intendessero allearsi ai francesi.

 

« ... "Ma riflettete: se mai si trovassero in mezzo di voi degli uomini tanto perfidi che brandiscono le armi contro il nostro Augusto Sovrano, o favoriscono in qualche modo le astute manovre della Repubblica francese, se mai, io dico, si trovassero persone di tal sorte, sul momento, senza alcun riguardo per il loro stato, nascita, impiego, condizione, saranno fucilati; ed inoltre le loro famiglie perseguitate ed annientate, le loro case rase e confiscati i beni." ... »

 

(dal Proclama agli Italiani del generale Suvorov - 14 marzo 1799)

In poche settimane, Suvorov riuscì a reclutare 10.000 volontari veneti, tra le popolazioni scontente ed impaurite dalle ruberie messe in atto dal lacero e affamato esercito francese.

La campagna cominciò con una serie di vittorie di Suvorov, a Cassano d'Adda, sulla Trebbia[3], Novi, nelle quali inflisse serie perdite all'esercito francese comandato dal generale Joubert (che morì in principio di scontro) e poi da Moreau costringendo i francesi alla ritirata generale delle forze presenti in Italia. In seguito a queste vittorie Suvorov ottenne il rango di Principe della Casa di Savoia dal re di Sardegna.

Nell’aprile 1799 sconfitti i francesi Sull’Adda e liberata Milano raggiungeva Pavia il 7 maggio e penetrato in Lomellina il giorno successivo   dopo una scaramuccia nei pressi di Dorno entrava in Lomello dove prendeva alloggio in castello e  lanciava il seguente  proclama, redatto in francese, ai popoli del Piemonte:

 

La victorieuse armée austro-russe vient secourir votre legitime souverein. Elle vout faire triompher la sainte Religion, detruire l’immoralité introduite par les Francais. Brave Piemontais, si votre  fidelité est toujour la méme envers l’illustre Maison de Savoie, il faut lever l’etandard et rejoindre la valoreuse armeée que je commande

 

Proclama che ebbe vasta eco in lomellina e nel Piemonte :Il mattino successivo proseguiva per Voghera attraverso in ponte di barche  tra Balossa bigli e Cornale. A Lomello rimaneva una di divisione russa e un centro di concentramento dei carriaggi che facevano da supporto logistico ai reparti dell’armata rimasta sulla riva sinistra del Po. Il Principe Bagration e l’Arciduca Constantin   Romanov lo seguirono ma nei giorni successivi fecero più volte la spola tra le due rive e sicuramente l’Arciduca rientrò a Lomello da dove guidò verso il Po una parte delle truppe  che tentarono lo sfondamento delle linee francesi nella sanguinosa battaglia di Bassignana e ancora nel castello di Lomello Suvorov raggiunse il Romanov  fortunosamente salvatosi dal disastroso riattraversamento del Po sull’isola di Mugarone davanti a Bassignana. In seguito Lomello fu la base logistica da cui le truppe russe puntarono alla liberazione di Torino lasciando a sud Alessandria ancora in mano ai francesi attraversando il Sesia in direzione di Casale Monferrato e puntando poi verso Asti.

In poche settimane, Suvorov riuscì a reclutare 10.000 volontari veneti, tra le popolazioni scontente ed impaurite dalle ruberie messe in atto dal lacero e affamato esercito francese.

La campagna cominciò con una serie di vittorie di Suvorov, a Cassano d'Adda, sulla Trebbia[3], Novi, nelle quali inflisse serie perdite all'esercito francese comandato dal generale Joubert (che morì in principio di scontro) e poi da Moreau costringendo i francesi alla ritirata generale delle forze presenti in Italia. In seguito a queste vittorie Suvorov ottenne il rango di Principe della Casa di Savoia dal re di Sardegna.

Nell’aprile 1799 sconfitti i francesi Sull’Adda e liberata Milano raggiungeva Pavia il 7 maggio e penetrato in Lomellina il giorno successivo   dopo una scaramuccia nei pressi di Dorno entrava in Lomello dove prendeva alloggio in castello e  lanciava il seguente  proclama, redatto in francese, ai popoli del Piemonte:

 

La campagna cominciò con una serie di vittorie di Suvorov, a Cassano d'Adda, sulla Trebbia[3], Novi, nelle quali inflisse serie perdite all'esercito francese comandato dal generale Joubert (che morì in principio di scontro) e poi da Moreau costringendo i francesi alla ritirata generale delle forze presenti in Italia. In seguito a queste vittorie Suvorov ottenne il rango di Principe della Casa di Savoia dal re di Sardegna.

Nell’aprile 1799 sconfitti i francesi Sull’Adda e liberata Milano raggiungeva Pavia il 7 maggio e penetrato in Lomellina il giorno successivo   dopo una scaramuccia nei pressi di Dorno entrava in Lomello dove prendeva alloggio in castello e  lanciava il seguente  proclama, redatto in francese, ai popoli del Piemonte: