AFFRESCHI DEL CASTELLO CRIVELLI

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CASTELLO CRIVELLI CASTELLO CRIVELLI

Affreschi del Castello Crivelli in Lomello

 

Il Castello medievale di Lomello venne edificato nel XIV° secolo per volere di Gian Galeazzo Visconti.

 

Ai primi del XV° secolo il borgo fu saccheggiato ad opera di Facino Cane ed il castello subì seri danni, o addirittura fu completamente distrutto.

 

Nel corso del XV° secolo Lomello passò agli Sforza e Francesco, duca di Milano, dette in feudo il paese al Conte Antonio Crivelli che iniziò l'opera di ricostruzione del Castello, cingendolo con un fossato ed alzando una torre a guardia del ponte levatoio.

 

I suoi successori continuarono la sua opera e si ha notizia che, verso la metà del XVI° secolo, il conte Alessandro Crivelli, cardinale, nipote di Antonio, provvide probabilmente al posizionamento delle colonne del loggiato del cortile interno del castello.

 

Estintisi i Crivelli, la proprietà passò ai Corini.

 

Nel 1923 l'avv. Angelo Corini lasciò alla sua morte, come legato, il Castello al Gerontocomio, da lui stesso fondato.

 

Nel 1948 fu ceduto in comodato al Comune e ne divenne la sede.

 

 

 

Alla fine del 1979 il maniero si trovava in uno stato precario: il tetto presentava una grossa falla; le mura portavano inequivocabilmente i segni della loro vetustà. Si rese necessaria una radicale opera di restauro, il cui costo fu sostenuto dal Comune. Fu rifatto il tetto, rispettando in tutto la precedente struttura; e negli anni 1981-1982, venne proseguita l'opera di restauro, provvedendo a consolidare le mura perimetrali esterne e le facciate prospicienti il cortile interno.


Nell'interno, al piano rialzato, esistono due sale ornate da pregevoli affreschi.

 

a)    In una sala, situata sul lato est del Castello, nelle lunette laterali è raffigurato un ciclo religioso, con la storia ed il martirio di Santa Caterina di Alessandria in Egitto, mentre nella volta è raffigurato il Paradiso, secondo Dante, con i cieli, i beati e la Trinità.

L’affresco è attribuito a pittori di scuola veneta, verosimilmente del XVI° secolo.

Si ritiene che questa sala fosse una cappella privata, probabilmente del Cardinale Crivelli.

 

b)    Nell’altra sala, confinante con la precedente, è raffigurato un ciclo profano.

Nelle dodici lunette laterali  si possono ammirare scene di vita agreste tipiche dei vari mesi dell’anno. Gli affreschi sono di autore anonimo, probabilmente del XVI° secolo, e seguono la maniera dei pittori fiamminghi. Il paesaggio non è quello di Lomello, ma collinare o montano. I costumi dei personaggi sono di tipo nordico.

Nella volta si può ammirare una immagine di donna che regge nelle mani una sfera armillare ed un compasso. La sua figura è inserita in un ottagono ai cui lati appaiono i nomi dei venti, secondo la rosa tradizionale, rappresentati da testine di putti in atto di soffiare. Sono poi raffigurate le stagioni con i relativi segni dello zodiaco.

 

In altre sale del Castello furono eseguiti saggi che evidenziarono alcuni affreschi, all’apparenza  meno significativi, da tempo coperti dagli strati di calce applicata nei corso dei secoli.