Gundiperga

Gundiperga regina dei Langobardi (Gundeberga)

Alla morte di Theudelinda e dopo la deposizione del figlio di lei Adaloald, prevale la corrente ariana impersonata nel nuovo re, Arioald (627-636 d.C.) in antitesi alla corrente cattolica, rappresentata dai parenti di Theudelinda (morta, pare, nel 625). E' probabile che con quei contrasti si connetta il dissidio domestico tra Arioald e la moglie Gundiperga, figlia di Theudelinda.

Fredegario narra che un giorno sfuggissero ingenuamente a Gundiperga parole di lode per l'avvenente nobile Adalulf. Questi, presente, ne provò compiacimento, e fece proposte disoneste alla regina, che, pari nella virtù alla madre, respinse le proposte con sdegno. Adalulf, respinto, si reca dal re ed accusa la regina di intese segrete con Tason, duca del Friuli, allo scopo di attentare alla vita del sovrano.

Arioald ci crede e la regina viene chiusa "in unam turrem" della rocca di Lomello, nell'anno 629. Tre anni durò la prigionia, poi sotto pressione del Re dei Franchi, che ne chiese la liberazione, per tagliar corto, si propose che Adalulf scendesse a singolar tenzone con il campione della innocente Gundiperga. Come scrive Cesare Balbo, si ha il primo "Giudizio di Dio" in Italia, legato al nome di Lomello. Adalulf accetta, Pitto è difensore di Gundiperga. Ai primi colpi Adalulf è vinto e ucciso; ed il giudizio è veramente di Dio. Il combattimento, con ogni probabilità, si svolse a Pavia. Gundiperga, così solennemente vendicata, ritorna, nel 632 dall'esilio e dalla prigionia di Lomello, al trono.