Longobardi

Nel 568 d.C. scendono in Italia i Langobardi con a capo Alboino ed occupano la pianura padana. Dopo il breve regno di Cleph (573-574) si hanno 10 anni di interregno con il governo di 35 duchi. Viene infine eletto Authari (584-590) che estende a sud il dominio Langobardo e che muore il 5 settembre del 590, lasciando vedova Theudelinda.

Qui due avvenimenti hanno come scena Lomello. Il matrimonio della regina Theudelinda con Agilulf e la prigionia della regina Gundiperga in una torre della fortezza di Lomello.

Il primo è ricordato dal monaco Paolo Warnefrid, detto Paolo Diacono, per l'ordine religioso ricevuto, storico dei Langobardi. Scrisse la "Historia Langobardorum" quando il regno dei Langobardi era finito. Nel terzo libro della predetta opera egli scrive: "Morto Authari, alla regina Theudelinda, molto amata dal popolo, i Langobardi permisero di conservare la dignità regia, suggerendole di scegliersi per marito chi avesse voluto, tra tutti i Langobardi, purché fosse in grado di reggere con utilità il regno. Ella consigliatasi con i più saggi, scelse il duca di Torino Agilulf, e come sposo e come re dei Langobardi. Infatti costui era un uomo valoroso ed ardito, adatto a governare, sia per l'aspetto, sia per l'animo. Subito la regina lo convocò, anzi gli andò incontro verso "Laumellum oppidum". Quando fu arrivato, la regina dopo qualche convenevole, fece portare del vino. Bevve per prima, offrendo poi ad Agilulf quello che restava nella coppa. Accettata la coppa dalla regina, Agilulf rispettosamente le baciò la mano, ma la regina, arrossendo e sorridendo, gli disse che non doveva baciarle la mano, bensì il volto. E subito facendosi baciare, lo informò sia delle nozze, sia del titolo regio. Che più? Le nozze furono celebrate con grande letizia; e Agilulf, che era parente di Authari, salì al trono all'inizio del mese di novembre; poi nel maggio successivo, dall'Assemblea dei Langobardi, tenutasi presso Milano, fu proclamato re". Un fugace cenno a questi avvenimenti è contenuto nella "Origo gentis Langobardorum", nel senso che sarebbe stato Agilulf a voler diventare re e che, a questo scopo, avrebbe sposato Theudelinda.

Alcuni storici mettono in dubbio che il matrimonio si sia celebrato in Lomello, ma non abbiamo alcun motivo per dubitare della esattezza del racconto di Paolo Diacono. Se il luogo non fosse stato Lomello, Paolo, così prodigo di particolari in tutto il suo racconto, avrebbe reso noto il luogo dove erano avvenute le nozze. Dall'episodio, grazioso e poetico, traspare una inquietudine, una certa fretta per il matrimonio, tali da far ritenere che esso potesse porre fine ad un periodo di incertezze politiche. I notabili Langobardi, aderenti all'eresia ariana, non erano certo dalla parte della regina, che era cattolica. Si aggiunga che Lomello era un "oppidum", cioè un luogo fortificato, dove due personaggi di tale spicco, potevano stare tranquilli, al riparo da colpi di mano e da manifestazioni ostili, quali avrebbero potuto verificarsi nella capitale Pavia, controllata dal partito avverso. A Lomello infatti esistevano una fortezza ed un palazzo reale; e la strada romana era ancora praticabile ed i confortevoli posti di sosta funzionavano ancora bene.

Il secondo avvenimento della storia langobarda riguardante Lomello è la prigionia intorno al 629 d.C. "in Laumello castro in unam turrem", di Gundiperga figlia di Theudelinda accusata d'infedeltà da Adalulf, poi riconosciuta innocente. Di lei e delle sue vicende parleremo nella parte dedicata ai personaggi illustri di Lomello.